L’Idea: Il calcio per il giocatore “più esperto”
“È un’idea stupida… non funzionerà mai.”
Il concetto è nato da una semplice conversazione—un approccio OVER-35S al football americano.
I giocatori stavano invecchiando. Il recupero era più lento. Inseguire avversari della metà della tua età? Non era più divertente come una volta.
Non tutti volevano ammetterlo—ma chi lo faceva aveva ragione.
L’idea di un’intera lega era ambiziosa, ma una squadra in tournée che rappresentasse il Principality of Sealand?
Quella sembrava fattibile.
Costruire la squadra: dal dubbio a un roster completo
All’inizio c’era esitazione.
Alcuni temevano che sembrasse:
- Una “ultima tappa” per i giocatori
- Un passo troppo vicino al ritiro
Ma poi arrivò un giocatore.
Poi un altro.
Presto avevamo un roster completo.
Con l’aiuto di Dario di Ridge, abbiamo creato le nostre iconiche maglie rosse con bordi dorati—e poco dopo abbiamo trovato i nostri primi avversari in Francia: i Servals de Clermont-Ferrand.
Il Tour di Montpellier: due partite, una grande lezione
Il piano era semplice—un doppio incontro a Montpellier il 24 settembre 2022:
- Game 1: Sealand Masters vs Servals de Clermont-Ferrand
- Game 2: Sealand Nationals vs Royal Roosters (una squadra All-Star francese)
L’allenamento si è svolto la sera prima nello stadio. I Nationals da un lato, i Masters dall’altro.
Ma c’era un terzo partecipante che nessuno aveva previsto:
Tiger mosquitos.

L’attacco dei Tiger Mosquitos
All’inizio erano solo qualche puntura.
Alle 23:00 era il caos.
Chi non indossava maniche lunghe se ne è pentito—molto.
Il giorno dopo, i giocatori non stavano solo riscaldandosi—stavano:
- grattandosi
- gonfiandosi
- prendendo antistaminici come carburante da partita
Alcuni giocatori erano colpiti più di altri. Anche personalità normalmente imperturbabili facevano fatica a essere pronti.
Sembrava meno una sideline—e più una coreografia mal coordinata.

Game One: i Masters ritrovano il divertimento
Nonostante il caos, i Masters sono scesi in campo contro i Servals.
Il risultato?
Una vittoria combattuta per 20-0.
Ma soprattutto—è stato divertente.
Per molti di noi, era la prima volta dopo tanto tempo che il football tornava ad essere piacevole.

Game Two: una dura realtà
Poi è arrivata la seconda partita.
Ho capito subito di essere nei guai—contro un defensive tackle due volte più grande di me, con un casco dei Barcelona Dragons.
Non è mai un buon segno.
Dopo qualche ora, la verità è diventata chiara:
Non stavamo giocando solo contro una squadra forte—stavamo giocando contro una squadra composta da circa il 75% della nazionale francese.
Il risultato?
Ci hanno colpiti. Forte. Ripetutamente.

Il momento inaspettato
Ma è successo qualcosa di incredibile a bordo campo.
I Servals—la squadra contro cui avevamo appena giocato—ci stavano facendo il tifo.
Non la squadra francese.
Noi.
Quel momento ha riassunto tutto ciò che stavamo costruendo.

Il risultato (e la realtà)
Abbiamo perso.
Abbastanza nettamente.
Ma non abbastanza da essere umiliati, il punteggio finale è stato 27-0.
E soprattutto abbiamo imparato:
- Il livello richiesto nel football europeo di alto livello
- Che potevamo ancora competere
- Che questa idea—questa squadra—funzionava
Dopo la partita
Come sempre, ero l’ultimo a lasciare lo spogliatoio.
In hotel ho fatto un bagno—e ho scoperto che il mio corpo aveva completamente ceduto.
Uscire dalla vasca è stato, senza esagerare, una delle cose più difficili del weekend.

Cosa è venuto dopo
Due squadre. Un luogo.
Fatto.
Poi è arrivata la domanda:
E se tre squadre… in tre posti diversi… nello stesso weekend?
Perché no?
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- Mike Ireland
